>> Associazioni

 
Qui di seguito trovate i link alle informazioni riguardanti le relative associazioni.

>> ADMO
>> AIDO
>> COMITATO AMICO
>> IL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO
>> UN PAESE PER AMICO
>> UNITALSI
>>
VOLONTARI IN ETIOPIA AL SERVIZIO DEI POVERI
>> VOLONTARI NEL MONDO - FOCSIV


 
ADMO

L'ADMO Montegranaro sezione "Loris Rossi" nasce nel 1991 sulla spinta emotiva suscitata dalla morte per leucemia di un amico comune a tutti i fondatori.
A questa iniziativa hanno subito aderito anche i volontari di Monte Urano, Sant'Elpidio a Mare, Monte San Pietrangeli e Montegiorgio, così da formare un gruppo di lavoro omogeneo sul territorio.
Ben presto le richieste per diventare potenziali donatori hanno cominciato ad arrivare anche da paesi più distanti, tanto che con la creazione di una rete di informazione e distribuzione del materiale necessario, hanno avuto vita le sezioni di Fermo, Porto Sant'Elpidio, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno.
Il totale attuale degli iscritti marchigiani è di circa 7000 e di questi, ad oggi, 18 hanno potuto donare il proprio midollo osseo, contribuendo a salvare altrettante vite umane.
La nostra provincia conta circa 2400 iscritti di cui 400 appartengono proprio alla sezione montegranarese.
Per diventare potenziali donatori è sufficiente telefonare al numero 0734 892767. Risponderà un volontario che, dopo un breve colloquio, indirizzerà l'interessato al centro trasfusionale di Fermo per un piccolo prelievo di sangue. Questo è necessario per la registrazione di tutti i dati presso il registro Regionale Donatori che si trova presso l'ospedale Torrette di Ancona e che è collegato al registro Nazionale dell'ospedale Galliera di Genova dove, ogni giorno, un'équipe specializzata aggiorna i nominativi provenienti da tutta Italia.
Quando una persona ammalata necessita di un trapianto, dopo aver cercato invano persone compatibili tra i suoi familiari, può rivolgersi al RIDMO (Registro Italiano Donatori Midollo Osseo). Dal momento della richiesta il paziente ha 300 000 diverse probabilità di trovare un donatore in Italia. Qualora la ricerca nel contesto nazionale fallisca si va a cercare tra i 6 000 volontari del Mondo, in quanto anche tutti i registri nazionali sono collegati tra loro.
Si resta iscritti all'ADMO fino al compimento del cinquantaquattresimo anno d'età


TOP

AIDO

Organi donati, in Italia qualcosa è cambiato: siamo secondi in Europa.
Perché tutto questo sta accadendo?
E' aumentata la professionalità di chi lavora sui trapianti, la gestione è trasparente al massimo, quindi l'intero sistema ha accresciuto la sua credibilità ed è aumentata la fiducia della gente. L'A.I.D.O. gruppo di Montegranaro, presente da circa 20 anni sul territorio, ha recepito in pieno questa regola e cioè: svolgere opera di corretta informazione. Per noi è molto importante sviluppare un senso di assidua presenza, riuscire ad accrescere la volontà del donarsi, valorizzando completamente il nostro voler essere Umanità.
Per informazioni: tel 0734/ 890924

TUTTI POSSONO DONARE GLI ORGANI?
Ogni persona può essere donatore di organi o solo di tessuti. Non è importante l'età anagrafica ma quella biologica, per cui anche gli anziani possono essere considerati potenziali donatori al momento della morte.

PERCHE' DOVREI DONARE GLI ORGANI?
A volte evitiamo di porci l'interrogativo, ritenendo che il trapianto di organi sia estraneo alla nostra vita mentre ognuno di noi ha quattro possibilità di necessitare di un trapianto contro una sola di poter donare i propri organi.
Ognuno di noi può scegliere di essere donatore di organi dopo la morte.
Donare gli organi significa salvare molte vite umane.

E' POSSIBILE PER I FAMILIARI DEL DONATORE CONOSCERE L'IDENTITA' DEL TRAPIANTATO? No è proibito per legge.

COME VIVONO I TRAPIANTATI? Riprendono a lavorare, viaggiare, fare sport…..insomma riprendono a vivere, dopo essere stati gravemente ammalati e spesso a un passo dalla morte.
La sopravvivenza del paziente e dell'organo trapiantato sono superiori, in Italia, rispetto ai risultati ottenuti nei migliori Centri Trapianto di tutto il mondo.
Grazie ai progressi della medicina sono inoltre sempre più rari e più controllabili i casi di rigetto.

COME SI ESPRIME LA VOLONTA' DI DONARE?

  1. Manifestando la propria volontà presso tutte le Aziende USL, su un apposto modulo.
  2. Iscrivendosi all'AIDO.
  3. Compilando una dichiarazione di proprio pugno, da conservare tra i documenti personali, avendo cura di indicare nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, gli estremi di un proprio documento di identità ( ad esempio: carta di identità n°… rilasciata dal Comune di…)

Nel caso di "DICHIARAZIONE DI VOLONTA' PRESENTATA ALLA ASL" o di "ISCRIZIONE ALL'AIDO" i dati vengono immessi, da personale autorizzato ed in condizioni di sicurezza informatica, nel sistema computerizzato nazionale.

E' POSSIBILE CHE QUALCUNO VENGA ERRONEAMENTE DICHIARATO MORTO? No, non è possibile perché il caso di morte celebrale, segnalato dal medico rianimatore, viene accuratamente valutato dai tre medici specialisti che fanno parte della commissione per l'accertamento della morte. I controlli eseguiti dalla commissione permettono di certificare con assoluta certezza la presenza contemporanea di tutte le condizioni cliniche previste dalla legge: in questo caso deve iniziare l'osservazione di morte, in caso contrario il paziente continua ad essere curato in modo intensivo.

QUALI ORGANI POSSONO ESSERE TRAPIANTATI? Gli organi trapiantabili sono il rene, il cuore, il fegato, i polmoni,lo stomaco, tutto l'intestino ed il pancreas. A questi si aggiungono alcuni tipi di tessuti quali le cornee, i segmenti di osso, le cartilagini, i segmenti vascolari, le valvole cardiache e la pelle.

E' POSSIBILE DECIDERE A CHI VERRANNO TRAPIANTATI I PROPRI ORGANI?
Non è assolutamente possibile. Gli organi vengono assegnati in base alle condizioni di urgenza degli ammalati in lista di attesa ed alla compatibilità clinica ed immunologica del donatore con le persone in attesa di trapianto.

CI SONO COSTI DA SOSTENERE PER ESSERE TRAPIANTATI?
No tutti i costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

ESISTE LA POSSIBILITA' CHE GLI ORGANI VENGANO VENDUTI?
No, perché l'organizzazione del prelievo e del trapianto di organi, così come funziona in Italia, è dotato di regole condivise e trasparenti: coinvolge, per ogni donazione, oltre 100 professionisti che controllano e registrano ogni sua fase con il coordinamento di un centro specializzato, che di ogni organo si conoscono sempre esattamente provenienza e destinazione. Nel nostro Paese, oltre ad essere vietato il commercio di organi, sono anche proibite e duramente sanzionate l'esportazione e l'importazione di organi da altre nazioni che ne facciano commercio ( legge n. 91 dell' 1/04/1999).

QUANDO AVVIENE LA DONAZIONE DEGLI ORGANI?
Solo dopo che è stato fatto tutto per salvare il paziente, ma il cervello è morto e non potrà mai più funzionare a causa della completa distruzione di tutte le sue cellule, quando cioè sia stata accertata la morte encefalica.

COME FANNO I MEDICI A SAPERE CHE UNA PERSONA E' DAVVERO MORTA?
Eseguono una serie di accertamenti che portano a rilevare contemporaneamente:

  • Lo stato d'incoscienza
  • L' assenza di riflessi e reazioni a stimoli dolorifici
  • L' assenza di respiro spontaneo
  • L' assenza di attività elettrica del cervello ( "elettroencefalogramma piatto")


Con tali accertamenti il medico rianimatore segnala alla Direzione Sanitaria del proprio ospedale lo stato di morte cerebrale del paziente. La Direzione Sanitaria ha l'obbligo di convocare la Commissione per l'accertamento di morte presente in ogni ospedale. Quest'ultima si riunisce al capezzale del paziente e vengono condotti tutti gli accertamenti necessari e previsti dalla legge che vanno ripetuti per tre volte durante le sei ore di osservazione previste per gli adulti, dodici o ventiquattro ore per i bambini. Al termine del periodo di osservazione le manovre rianimatorie, per legge, devono essere in ogni caso interrotte: nel caso di donazione di organi si mantiene la ventilazione fino all'arrivo in sala operatoria ed all'inizio del prelievo; se non c'è donazione si sospende subito la ventilazione meccanica, il cuore va in arresto in pochi minuti e la salma viene trasferita in camera mortuaria.


TOP

 

COMITATO AMICO

COMITATO DI SOLIDARIETA' PER FAMIGLIE DI MONTEGRANARO

Il "COMITATO AMICO" è un 'Associazione di volontariato senza scopi di lucro.
E' stato costituito il 20/04/95 e regolarmente registrato presso l'ufficio del registro di Fermo.
Il suo scopo è quello di dare un contributo disinteressato alle situazioni particolari e difficili in cui possono venire a trovarsi le famiglie di Montegranaro.
L'Associazione si autofinanzia organizzando gite e manifestazioni di ogni genere il cui utile va ad incentivare un fondo comune.
L'utilizzo del fondo viene gestito da un'apposita commissione ( interna del Comitato) che ha lo scopo di valutare i singoli casi e deciderne gli eventuali interventi; naturalmente nella massima discrezione e mantenendo l'anonimato.
Tutti possono collaborare al " COMITATO AMICO" nel modo e nella disponibilità che ritiene più opportuni:
- sia come socio effettivo, prendendo visione dello statuto e versando una quota associativa;
- sia partecipando alle iniziative organizzate dallo stesso.
Il " COMITATO AMICO" ha sede in Montegranaro, via S. Maria 481/B.
Per ulteriori informazioni tel 0734/88563.


TOP

IL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO

Il tribunale per i diritti del malato, è un'iniziativa nata nel 1980 per tutelare i diritti dei cittadini nell'ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire a livello nazionale e internazionale a una più umana e razionale organizzazione del servizio sanitario. Il tribunale è costituito da cittadini e da operatori dei diversi servizi e professionisti, che si impegnano a titolo volontario. L'attività del TDM è volta alla ricerca di tutte le soluzioni utili a rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia, non escludendo la protesta pubblica e il ricorso all'autorità giudiziaria, ma privilegia l'esercizio dei poteri di interpretare le situazioni, di mobilitare le coscienze, di rimediare agli intoppi istituzionali e infine di conseguire immediatamente i cambiamenti materiali della realtà che permettono il soddisfacimento dei diritti violati.
Fanno parte integrante dell'attività del tribunale la promozione e la realizzazione di politiche orientate a far valere il punto di vista dei cittadini nella riforma del welfare sanitario. Esso opera mediante le sue sezioni locali, presenti su tutto il territorio. A Montegranaro è attivo un gruppo, che fa riferimento alla sezione di Fermo, presso l'ospedale civile Murri.
Per informazioni: tel 0734/88552


TOP

UN PAESE PER AMICO

Un paese per amico è una squadra di volontari formatasi all'indomani dell'inizio degli eventi bellici in Jugoslavia (1991).
Toccati dalle catastrofiche immagini che passavano in televisione, ci si è ritrovati per cercare di portare i primi aiuti umanitari a una popolazione che in linea d'aria non distava più di 50 Km dalle nostre coste Adriatiche.
Quindi, una volta organizzate le varie raccolte di aiuti, ci siamo imbarcati per la Croazia, accodandoci ogni volta ai vari convogli di mezzi e personale provenienti da tutta Italia che salpavano dal porto di Ancona.
Questa occasione ci ha permesso anche di stringere un gemellaggio con la città mussulmana di Bugojno, in Bosnia. Grazie al nostro progetto iniziato nel settembre 1995 e terminato nel Febbraio 1997, sono state effettuate un totale di 13 spedizioni, oltre all'adozione a distanza di 50 famiglie.
Dopo un periodo di relativa calma (1998), il conflitto si è esteso in Kosovo e da qui migliaia di profughi in Albania. Ancora una volta ci siamo ritrovati ad organizzare una macchina umanitaria che ci ha portati a Maggio e Giugno 1999 ad Elbasan, in Albania; poi a Novembre del 1999 a Podgorica, nel Montenegro e a Pec, in Kosovo. Tutti i trasporti sono stati effettuati con nostri mezzi e sempre accompagnati dai volontari Montegranaresi, curando sul posto la relativa distribuzione portando anche memoria visiva e fotografica. L'esperienza accumulata in questi anni ci ha convinto a non tralasciare le problematiche di casa nostra. Così appena due giorni dopo il terremoto che ha colpito il Molise nell'Ottobre del 2002, i volontari sono partiti per le zone disastrate, cercando di fare un monitoraggio della situazione, valutando le esigenze imminenti. Visto che la prima necessità non era la mancanza di alimenti o indumenti vari, si è pensato ad un progetto atto a creare un fondo cassa, coinvolgendo e varie realtà di Montegranaro, per poi indirizzare la somma ad acquisti mirati. Individuato nel comune di Bonefro questo gemellaggio, don Antonio parroco della chiesa di Santa Maria Delle Rose, è stato il nostro interlocutore in questa iniziativa.
Con una serie di attività abbiamo raggiunto la cifra di € 3.670,00 ( tremilaseicentosettanta) e acquistato un videoproiettore, un telo proiezione, un lettore DVD e un amplificatore donati alla comunità di Bonefro.
Inoltre nel mese di Marzo 2003, i ragazzi di Azione Cattolica Giovani, hanno interpretato sul posto una commedia musicale sulla vita di San Francesco d'Assisi.
Nel mese di Giugno siamo poi ritornati con il G.T.M. ( Gruppo Teatrale Montegranaro) e abbiamo portato una ventata di allegria con una commedia brillante.
Attualmente ci siamo resi disponibili per allestire uno spazio informativo delle Associazioni di volontariato e distribuire il materiale cartaceo in occasione delle fiere paesane.
Per informazioni tel. 0734 892267


TOP

UNITALSI


L'Unitalsi ha una storia lunga, iniziata nel 1903 con Giovanni Battista Tommasi, un aspirante suicida che a Lourdes, invece di spararsi, capisce che può fare ben altro nella vita. Questi, infatti, una volta tornato a Roma, consegna l'arma al direttore del pellegrinaggio e fonda un'Associazione che accompagna i malati nei più importanti Santuari d'Europa, l'UNITALSI.
Attualmente sono numerosi i soggetti che partecipano alle attività dell'Unitalsi così come in gran numero sono i volontari che li assistono in ogni momento della giornata.
Nel corso dei pellegrinaggi si visitano luoghi di fede, ma non mancano gli incontri, le amicizie e gli amori in quanto l'incontro con gli altri, quelli che sono spesso visti come i "diversi", si svolge con naturalezza e, anche se a volte possono sorgere delle difficoltà, tutti sono accomunati da emozioni profonde e forti.
Oggi l' impegno non si esaurisce solo nella visita ai Santuari, ma si allarga a progetti sempre nuovi e di più ampia portata, infatti, in occasione del centenario dalla fondazione l'Unitalsi ha dato vita alla "Città dei progetti", un cantiere di iniziative che interessano vari aspetti della vita di una persona: casa, ambiente, lavoro, cure mediche.


TOP

VOLONTARI IN ETIOPIA AL SERVIZIO DEI POVERI
Di Giacomo Melchiorri e Jacopo Villani

Siamo Giacomo e Jacopo, due ragazzi marchigiani. Entrambi abiamo scelto di impiegare il periodo di Servizio Civile nella maniera che noi riteniamo la più costruttiva possibile e siamo partiti per l'Etiopia con il CVM (Comunità Volontari per il Mondo), un'organizzazione di volontariato che realizza programmi di sviluppo in Africa da 25 anni.
Le motivazioni che ci hanno condotto qui sono semplici e spaziano dalla voglia di viaggiare, di allontanarci dal mondo in cui siamo sempre vissuti per vedere la realtà in modo differente, di uscire dall'individualità della nostra società e lavorare per un mondo più giusto e solidale.
Ci troviamo ora a vivere due momenti diversi nella nostra esperienza di volontariato. Giacomo è qua solo da 3 mesi e sta svolgendo tuttora il Servizio Civile, mentre Jacopo, dopo l'obiezione di coscienza, ha scelto di continuare il lavoro con il CVM come volontario a tutti gli effetti.
Il tempo sta volando e senza rendercene conto ci stiamo adattando a questa realtà che di primo acchito sembra ostica e difficile da penetrare. In verità un inserimento totale da parte di uno straniero è una cosa molto difficile a causa di barriere tradizionali, difficoltà di comunicazione e proiezioni della vita e della quotidianità talvolta molto divergenti. Gli etiopi sono tuttavia molto accoglienti con chi rispetta la loro cultura, ed eccoci qua a salutare i colleghi in Amharico, mangiare Kurt (carne cruda)e soprattutto pensare a questo Paese come la nostra casa per i prossimi due anni.
La vita per un volontario non è sempre facile, le persone tendono spesso a generalizzare e tra la gente locale si finisce per essere etichettati come "il ricco bianco", venuto in Africa per cercare fortuna e guadagnare, ignorando le motivazioni di fondo che hanno portato fin qua il volontario. Il nostro approccio con le comunità locali è quello di mettersi al loro pari, cercare di vivere in maniera più sobria possibile, metterli al centro dei programmi di sviluppo e lavorare in piena collaborazione con loro, scevri da ogni idea di superiorità. Talvolta però si incontrano etiopi che sognano di guadagnare milioni, calzare costose scarpe italiane e che parlano di successo, il che da un lato è comprensibile date le condizioni di povertà in cui molti hanno vissuto o vivono, ma dall'altro rende difficile da raggiungere il punto di contatto tra noi volontari e loro.
Spesso ad Addis Abeba, la capitale dell'Etiopia, si vedono scene di matrimoni molto particolari, frutto di una sincretismo singolare tra la cultura locale e le tradizioni tipicamente occidentali. E così macchine lussuose con fiocchi colorati sfrecciano lungo le strade cittadine, con cameramen intenti a riprendere ogni macchina presente ed invitati che sfoggiano abiti eleganti. Tutto ciò indica la volontà di prendere la vita occidentale come esempio. Ad un volontario a Addis Abeba può anche capitare di essere allontanato da un club perché non è vestito adeguatamente, mentre l'80% della popolazione veste con stracci o addirittura va in giro nuda.
Questi esempi ritraggono ciò che i Paesi del "Nord del mondo" hanno esportato al Sud, sono le contaminazioni di una cultura dell'apparire, del benessere, dell'avere piuttosto che dell'essere che sta prendendo piede anche in Paesi con economie di sussistenza.
E' per questo che ogni tanto viene spontaneo chiedersi: cosa ci stiamo a fare qui noi volontari? Quale scambio culturale c'è tra noi e loro? Che cambiamento possiamo portare se la tendenza è quella di assimilare e di voler riprodurre lo stile di vita della società da cui proveniamo?
La risposta è da ricercarsi nell'Etiopia rurale, dove il CVM realizza i suoi progetti di sviluppo e dove la gente è protagonista dei programmi e attore principale della propria crescita.
In questi luoghi si riscopre veramente il significato della nostra presenza in Africa, qui si può parlare di crescita autonoma, di cambiamento, di persone che vengono dall'Europa per trasmettere esempi, piccoli semi che matureranno in futuro e porteranno indipendenza economica e garantiranno il rispetto dei diritti umani per tutti.
In questi luoghi lo scambio è reciproco, qui si può parlare di arricchimento vicendevole e non univoco, è qui che ci si sente vivi ed utili anelli della catena della solidarietà.
In questo modo riscopriamo il perché della nostra presenza in Etiopia, così guardiamo avanti verso un futuro più giusto in cui le condizioni economiche e sociali di vita siano più umane per tutti, dove non ci sia bisogno di operatori dello sviluppo e di aiuti umanitari, dove un bianco per le strade di Addis Abeba sia una persona come un'altra e non un ricco privilegiato.
E' così che si capisce la bellezza di vivere per la gente e con la gente e l'ottusità di chi ha come unico obiettivo di vita la ricerca del proprio benessere economico.


TOP

VOLONTARI NEL MONDO - FOCSIV

FOCSIV è la più grande Federazione italiana di organismi cristiani di volontariato internazionale, dal 1972 impegnata nella promozione della cooperazione tra i popoli e di una cultura della mondialità, attualmente promuove più di 400 progetti in 80 Paesi e in 30 anni di attività 14000 volontari hanno svolto il loro servizio nel Sud.
Nella consapevolezza che i progetti di cooperazione, pur contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita dei popoli del Sud, non bastano da soli a costituire un mondo più equo e uno sviluppo sostenibile, da oltre 30 anni Volontari nel mondo - FOCSIV porta avanti un'intensa azione di Lobby che conduce in collaborazione con altre realtà analoghe, in particolare la CIDSE ( la rete delle maggiori organizzazioni cattoliche di sviluppo europee e nord americane), sulla via tracciata dalle Nazioni Unite verso il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Un approccio, integrato e sinergico, nella profonda consapevolezza che soltanto in questo modo è possibile rimuovere le cause che ancora impediscono la piena emancipazione di tutti gli uomini.

TOP